RACCONTI DI VIAGGIO - Alba Chapter Italy

SWISS 500 MILES - by Ing. Mario Santini

SWISS 500 MILES -  by Ing. Mario Santini
·         PARTE 1 - “i colori dell’Alba Chapter”
“Abbiamo portato i colori dell’Alba Chapter all’avventura dello Swiss 500 Miles 2011. 500 miglia non sono poi tante, molti di noi ne hanno fatte di più in un giorno, ma ci sono miglia e miglia, e questa non è una gita né un viaggio, ma una cosa ben più tosta e rara. 500 motori iscritti, numero chi...uso, uno per ogni miglio programmato. Molti italici, da Bologna una ventina, parecchi anche da Lombardia, Piemonte e Liguria. Con me c’è il Diego, anche lui è un personaggio, viene dagli Elefantentreffen invernali, un tuffo nell’età della pietra ai tempi delle glaciazioni. La sua vecchia EVO, dalle corna ampie come i Longhorn degli antichi western, è l’unica qui ad avere un cavalletto per la fotocamera, ben legato al bagaglio posteriore”
 
·         PARTE 2 – “ci perdiamo subito”
“Al mattino inevitabile confusione, partiamo noi due insieme con la cartellina di percorso per la prima delle 14 strecken (cioè tappe) totali, il prologo insomma. Scordatevi che la Svizzera sia una nazione con 3 lingue, qui chiunque intende solo la lingua imparata da mammà (e l’italiano non è contemplato).... Ci perdiamo subito, o quasi, le indicazioni della cartellina non corrispondono esattamente alle indicazioni stradali, nessuno transita dove siamo noi, panico totale. Girando a caso incrociamo un King ed una vecchia Duo Glide così salviamo la faccia, evitando di smarrirci nel corso del prologo”
 
·         PARTE 3 – “sommare due ignoranze non produce una competenza”
“Al 1° controllo (i.e. check point) caldo feroce, gente biotta che fa il bagno nel lago ed ha caldo lo stesso, figurati noi coperti di pelle, cuoi e tute, con stivali e casco. Ci rendiamo conto che 0+0 fa ancora 0, sommare due ignoranze del territorio e della lingua non produ...ce una competenza. Così cerchiamo compagni di strada più informati. Via via si impara quali sono i soggetti da seguire e quelli da lasciare perché inclini a far casino. Si va a nord poi a sud, poi a ovest, sempre su stradine vicinali asfaltate, ma piccine e tortuose fra campi e boschi. Poi si sale”Mostra altro
 
·         PARTE 4 – “acqua ovunque!”
“Arriviamo in Francia, poi torniamo in Svizzera, poi in Francia di nuovo, in un posto che non so, forse Bulle, vedo una cremagliera a vapore in funzione che porta pochi turisti in cima. Poi notte in montagna. C’è un temporale e poi ancora altri di seguito, acqua ovunque! All’ennesimo controllo siamo in una gr...ossa baita di legno a 1250m slm che offre camere asciutte e manzo arrosto dall’ottimo profumo, l’ostessa è ospitale. Tutto servirebbe per farci felici e toglierci dai guai, ma no, non si fa così, il solo confort utile è una lavata di faccia, un sorso d’acqua, biscotto, barretta chocolate”Mostra altro
 
·         PARTE 5 – “una buona squadra”
“Diego procede con le sue foto, autoscatto dal cavalletto e tutto, sempre con la sua amata in primo piano. Nel frattempo mi son trovato in una buona squadra “gerimo in quater”: me poi un piccoletto di Bolzano di nome Werner ed una coppia di Zurigo, lei alta e secca montava un mezzo come il mio, lui piccolo..., paciarotto e tondetto, sopra a un ferro bassotto e largo come lui, con dietro un gomma da camion. Ma tutti e tre molto bravi; lei trovava tutte le strade con il suo GPS usato bene, cioè non tappa per tappa, ma punto per punto, regolato quindi 7 – 10 volte per ogni singola strecke. Per non mancare i controlli, si sa”
 
·         PARTE 6 – “vecchia neve ai bordi della strada”
Si entra in una specie di trance felice, la moto è una protesi, una estensione del corpo, non un oggetto estraneo. Cartelli visti da vicino o da lontano, da seguire oppure no: Vallorbe – Rochat En Provence – Chaux De Fonds – St. Ursanne – Neuchatel – Basel - Ettingen… niente luci sulle... strade né altrove, lampi a parte, rari villaggi dormienti, una vecchia casa ha una insegna luminosache indica l’ora: 05.00 del mattino, la data e la temperatura: +5°C. Vecchia neve ai bordi della strada. Non ho freddo, la tuta ha tenuto bene anche l’acqua, non ho neanche sonno, così come gli altri della mia buona squadra.
 
·         PARTE 7 – “negli scuri vapori freddi dell’alba”
“Chissà Diego dov’è. Chissà se lui lo sa dov’è. Non è così facile. Il mattino esala vapori di valle, dove per l’appunto stiamo scendendo, così mentre in quota già si vede il sole, noi giù invece si corre negli scuri vapori freddi dell’alba. Inconsapevole sadismo degli organizzatori. Bosch...i alti e neri. Non ti ci devi perdere, né fermare. Certo che c’è l’assistenza se sei fermo, magari senza benza o perso, li potresti chiamare ed una gentile dama ti direbbe “veniamo subito”, ed il tuo cuore prima colmo d’angoscia sorriderebbe, ma poi lei ti chiederebbe “dove sei?” e solo allora ti renderesti conto della tua miseria e potresti solo inginocchiarti nel muschio gelido e piangere. Ma noi avevamo la tipa secca col gps”
 
·         PARTE 8 – “l’arrivo”
“Va via anche la nebbia, uno scoiattolo nero e grosso sta a vedere. Le 9.00, le 10.00, Bulach è l’arrivo ed è vicino. La tipa del mio gruppetto si ferma, dice a chi la può capire che lei non si presenta all’arrivo con la tuta da pioggia, tutta strapugnata, si vuol mettere in tiro. Si fa il pieno, ci si spoglia, ci ...si lava la faccia e restiamo con i nostri blouson noires tirati a lucido. Così si va al check point finale, son già le 11.00, sole a picco, 30°C di nuovo, facce rosse, strette di mano, consegna delle medagliette, applausi dei villici e dei turisti, gran buffet finale, strettamente analcolico, c’è anche la pula. Si fanno le foto, già un centinaio sono arrivati, è arrivato anche Diego, felice, la sua vecchia è stata bravissima, peccato per il cavalletto della fotocamera, che è rimasto in un check point, dimenticato. Saluti e abbracci. Alle 16.00 tutti a cuccia in hotel, che abbiamo lasciato 31 ore prima” Mario, giobia 9 VI 2011Mostra altro